Benchè il 2020 sia stato un anno complessivamente negativa per l’export toscano, alcuni distretti, tra cui il calzaturiero di Arezzo hanno saputo superare il momento di grande crisi, aumentando il valore delle proprie esportazioni verso quei mercati, come la Cina, che si sono ripresi per primi. I dati della Regione, elaborati dal Monitor dei distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, registrano per lo scorso anno una flessione delle esportazioni distrettuali toscane del 20,9%. Il valore dell’export, pari a 16,2 miliardi di euro, è diminuito di 4,3 miliardi di euro rispetto al 2019.
Nonostante a livello generale il Sistema Moda risulti, secondo il Monitor, il comparto maggiormente colpito dalla crisi in corso, con un calo delle esportazioni del -27%, tra i distretti toscani che sono riusciti a destreggiarsi meglio durante la pandemia, c’è anche quello della Pelletteria e Calzature di Arezzo. Questo si colloca tra gli unici cinque distretti toscani, sui venti monitorati, che hanno messo a segno una crescita sui mercati internazionali. «I due distretti aretini del Sistema Moda, ovvero il distretto del Tessile e Abbigliamento e quello della Pelletteria e Calzature di Arezzo – riporta il Monitor -, trainati dalla crescita delle vendite in Cina, hanno incrementato il valore delle esportazioni rispetto al 2019. Complessivamente, proprio le esportazioni verso il mercato cinese segnano un importante recupero nella seconda parte dell’anno, con un +83% nel secondo semestre a fronte di un calo del -27% nei primi sei mesi del 2020». A beneficiarne è stato anche il distretto Pelletteria e Calzature di Firenze, con un incremento dell’export del 23%, mentre i distretti di Arezzo della Pelletteria e Calzature e del Tessile e Abbigliamento aumentato le esportazioni di circa 200 milioni, frutto anche del potenziamento di strutture logistiche da parte di uno dei principali operatori.
Negativo invece il trend del commercio del settore Moda verso la Svizzera (-35%): questo andamento è spiegato principalmente dai distretti della Pelletteria e calzature di Firenze (-37%) e dall’Abbigliamento di Empoli (-34%) che da soli rappresentano più del 90% delle esportazioni verso la Svizzera e che avevano alimentato un’importante crescita di vendite verso il mercato elvetico fino al 2019, quando avevano raggiunto il punto di massimo dell’ultimo decennio.

«Nel 2021 – ha commentato Luca Severini, direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo – i distretti toscani potranno svolgere un ruolo centrale per l’economia della regione, grazie all’elevata qualità dei prodotti e alla capacità di relazionarsi con i partner internazionali, spiega. Abbiamo appena lanciato il programma Motore Italia con cui mettiamo a disposizione oltre 4 miliardi di euro di nuovo credito per le imprese toscane, offrendo sostegno finanziario per il capitale circolante, per programmi di crescita, per investimenti a favore della transizione 4.0 e della digitalizzazione, oltre a supportarne i progetti di sostenibilità e circular economy. Ci siamo inoltre dotati di una struttura specialistica per la finanza straordinaria delle Pmi, accompagnandole nel percorso di crescita attraverso acquisizioni, patrimonializzazioni, alla quotazione in Borsa o all’accesso a nuovi mercati esteri».